L’eliminazione della Nazionale e il periodo infelice dell’Inter hanno tenuto botta nel dibattito sul calcio delle ultime settimane. Gli argomenti legati al campo non sono però i soli ad essere stati affrontati, e altre questioni importanti sono emerse nel corso degli ultimi giorni.
Una su tutte riguarda gli sviluppi recenti sul nuovo stadio di proprietà, che in un botta e risposta fra il sindaco Sala e le dirigenze di Inter e Milan sembra aver raggiunto un nuovo stallo. Certo, dalle parti arrivano rassicurazioni riguardo la bontà del progetto e la volontà di voler comunque edificare la nuova struttura a San Siro, ma il continuo brusio di voci contrarie non accenna a fermarsi. La Gazzetta infatti ipotizza che a causa dei continui stop and go dell’operazione, Nerazzurri e Rossoneri abbiano iniziato a pensare di spostare il progetto a Sesto, nella periferia nord-est di Milano. La notizia non è di poco conto, se si considera come i due club di Milano avessero fino a ieri la ferrea volontà di rimanere a San Siro. Costruire lo stadio a Sesto San Giovanni, un’area da rigenerare praticamente da zero, permetterebbe di evitare tutte le questioni legate ai permessi paesaggistici, ai comitati cittadini contrari, alle ingerenze politiche. Certo è che presenterebbe delle opportunità di guadagno ridotte, posto che quella ex falck è un’area meno appetibile di San Siro: è molto più lontana dal centro, meno collegata al resto della città e sicuramente meno attraente per i turisti. Il mancato accordo sull’area dove oggi sorge il Meazza danneggerebbe Inter, Milan e il Comune di Milano stesso, ed è per questo che le parti frenano su tale possibilità. Quel che certo è che siamo di fronte all’ennesimo stop di un progetto che sarebbe dovuto partire già qualche mese fa, ma che oggi sembra lontanissimo dal suo avvio ufficiale.
Un’altra importante questione riguarda la superlega: il progetto sembrava definitivamente naufragato fino a che, prima Al-Khelaifi e poi il presidente blaugrana Laporta, hanno riacceso il dibattito. Il primo sembra decisamente scettico sull’opportunità di riaprire il discorso, mentre il secondo si dice fiducioso e anzi, conta sull’appoggio di molti più club (soprattutto inglesi) per la riuscita dell’operazione. L’Inter, ai tempi dell’annuncio della nascita della superlega da parte di Andrea Agnelli, era tra le squadre fautrici della proposta, per poi discostarsene quando l’iniziativa fu definita inaccettabile da parte della Uefa. La posizione nerazzurra ad oggi ancora non è ben chiara, ma se ci dovessero essere degli sviluppi futuri non è scontato che la dirigenza possa tornare nuovamente sull’argomento.
L’Inter in questo momento si trova impegnata su entrambi i fronti, sia lo stadio che la superlega potrebbero segnare un punto di svolta importante per la storia del club. La situazione economica è sensibilmente migliorata rispetto alla crisi appena successiva all’arrivo del covid, con i Nerazzurri che hanno dimezzato il passivo di bilancio rispetto all’anno scorso (anche se rimane comunque alto). Certo è che l’Inter ha ancora bisogno di soldi, e sia lo stadio che il progetto superlega potrebbero fornire grosse entrate alle casse della società. Sempre, ovviamente, che si riesca a concludere qualcosa.