Ormai è ufficiale: Hakan Calhanoglu sarà un giocatore dell’Inter per i prossimi 4 anni.
Il turco percepirà 5 milioni a stagione, uno in più di quanto aveva offerto il Milan per il rinnovo del suo contratto.
Il trequartista ex rossonero andrà con tutta probabilità a sostituire Eriksen, reduce dal drammatico problema di salute subito durante gli europei. Il danese difficilmente potrà tornare a giocare a calcio tra i professionisti e l’Inter, agendo d’anticipo, ha voluto tutelarsi nel caso infausto in cui dovesse perdere il danese definitivamente.
Hakan viene da due stagioni decisamente positive, e nonostante nella fase finale dell’ultimo campionato non avesse particolarmente brillato, è comunque riuscito a confezionare numeri importanti nell’arco dell’ultimo anno (4 gol e 10 assist in 33 partite di Serie A disputate). C’è da dire però che il 10 della Turchia ha vissuto un europeo disastroso, terminato con la brutta eliminazione da ultimo nel girone e protagonista di prestazioni opache e discontinue. A dirla tutta, Calhanoglu non è nuovo a questi periodi di rendimento insufficiente: durante l’arco della sua carriera è stato spesso accusato di essere un trequartista troppo poco incisivo, di mancare di carattere e anche di dissociarsi un po’ troppo dal gioco, invece di esserne il fulcro. Soprattutto nei suoi primi due anni in rossonero, Calha sembrava un corpo estraneo: fluttuava sulla trequarti come un ectoplasma fuori posizione, sbagliava tocchi e giocate elementari e incideva poco nei meccanismi della squadra.
Queste e altre critiche gli sono state rivolte anche al suo approdo in nerazzurro, segno di come la nomea di “incompiuto” gli sia comunque rimasta cucita addosso, nonostante i suoi ultimi due anni siano stati decisamente in crescita rispetto ai primi.
A dire il vero, Calhanoglu non ha mai avuto delle statistiche particolarmente negative.
Il primo anno in rossonero infatti registra 6 gol e 9 assist, il secondo 3 gol e 6 assist, il terzo 9 gol e 10 assist e quest’ultimo 4 gol e 10 assist (ma se mettiamo insieme anche le altre competizioni disputate dal Milan, Calha arriva all’ottimo rendimento di 9 gol e 12 assist in 43 partite, incidendo quindi in metà dei match disputati dai rossoneri).
Osservando i numeri si fa fatica a capire come Calhanoglu sia dai più considerato un calciatore statico e inconcludente, specie notando come nell’ultimo anno il Milan sia dipeso, nella metà delle sue partite, dalle prestazioni del turco. Calciatori come Malinovski o De Paul quest’anno hanno, per dire, numeri analoghi a quelli di Calha, e il loro approdo in nerazzurro avrebbe sicuramente soddisfatto anche i palati più fini ed esigenti.
Sembra difficile spiegare il motivo per cui nell’immaginario comune Calha appaia come un giocatore peggiore di quello che sia in realtà. Le prestazioni altalenanti viste al Milan sono sicuramente la causa principale, e spesso i suoi rendimenti calanti sono coincisi con momenti negativi dei rossoneri, prima con Montella e poi con Gattuso. La sensazione è quella che il trequartista turco faccia fatica ad imporsi come leader tecnico nei momenti di difficoltà, e che preferisca un calcio più rapido e verticale ad uno manovrato in orizzontale e macchinoso. Sembra essere un giocatore diametralmente opposto ad Eriksen: Calha è stato formato nel calcio iperverticale e aggressivo della Bundesliga, e ha offerto in Italia le sue migliori prestazioni quando la partita assumeva ritmi frenetici e il tempo per pensare si riduceva a poche frazioni di secondo.
In questo senso un ottimo modo per Inzaghi di utilizzare Calha sarebbe di schierarlo come mezzala e non come trequartista, affidando ai suoi piedi lo smistamento del gioco sulle fasce ma anche delle verticalizzazioni repentine per lanciare Lukaku negli spazi aperti, dove il belga scatena al meglio la sua supremazia atletica.
L’acquisto di Calhanoglu insomma, pur non convincendo tutti, lascia comunque ben sperare. Considerando il suo arrivo a zero e il fatto che abbia ancora solo 27 anni, si capisce come l’Inter abbia deciso di puntare su un giocatore come il trequartista turco. Se per caso all’Inter dovesse finalmente trovare la sua maturità calcistica e la sua compiutezza tattica, i Nerazzurri si troverebbero tra le mani un vero e proprio affare. E la cosa migliore, sarebbe il fatto di averlo strappato al Milan.