di Mister X
È difficile fare una valutazione delle ultime gare. Sconfitte e vittorie si alternano e non si capisce bene cosa porterà questo finale di stagione per l’Inter ma anche per tutto il campionato. Vediamo alcune risposte.
-La serie A di quest’anno ha un senso?
No. Il campionato quest’anno è totalmente avulso da ogni logica. Potenzialmente, a otto gare dalla fine, la Juve può già essere prima matematica, ma è il meno. La vera follia è più in basso. Al nono posto la Sampdoria è ancora in corsa, a -8 dalla Champions League. All’undicesimo posto il Genoa rischia ancora la retrocessione, con soli sei punti dal Bologna terz’ultimo. Metà tabellone gioca per non retrocedere, l’altra metà per l’Europa. Un’assurdità che per ora evita il solito gruppo di squadre rinunciatarie: con poche gare il margine d’errore è minino.
-Quindi dove arriverà l’Inter?
Diciamolo chiaramente. Questa Inter è una non-squadra, un’accozzaglia nervosa di casini e punti d’orgoglio, caos mediatico e telenovele. Se dovessimo inseguire, fare una rimonta dal basso, saremmo già fuori. Fortunatamente siamo terzi con un buon margine e questo dà ai giocatori in campo tranquillità. Se perdiamo punti è per limiti tecnici e fisici, non mentali. Le premesse ci sono per un terzo posto con 2-3 giornate d’anticipo.
-Terzi in ciabatte: quindi siamo fortissimi?
Assolutamente no. La rosa per nomi singoli è da terzo posto, ma questo contando l’apporto di acquisti come Nainggolan Keita e Asamoah (ad oggi vicino allo zero). In pratica siamo gli stessi dello scorso anno, con un’ottima alternativa in attacco e qualche cavallo da soma in più. È bastato per fare un po’ di più, ma Roma e Lazio, principali competitors l’anno scorso, si sono molto indebolite.
-Keita da non riscattare quindi?
Il mercato dipenderà dal nuovo allenatore. Il monaco difficilmente lo vorrebbe indietro e a differenza dell’affare Cancelo, non c’è nessuno dietro pronto ad alzare la posta. Il ragazzo è giovane e ha qualità che se sfruttate fanno molto comodo, sia come esterno che come punta. Negoziando il riscatto a cifre più basse lo terrei. Il problema vero è che tra lui e Politano sarebbero 50 milioni per 2 riserve. Utili ma riserve.
-Quindi il nuovo allenatore chi sarà?
Non metterei la mano sul fuoco sull’esonero di Spalletti. È vero, sta delirando con la stampa, è scarso come tecnico e sta alimentando i vari casini. I numeri non hanno sbracato però, sta facendo meglio dello scorso anno e forse la proprietà guarderà anche questo. È da cambiare, speriamo Marotta lo sappia. Per il successore vorrei più Mourinho che Conte.
-A proposito di Marotta, sta macinando?
Sta accontentando tutti. Nel senso che chi odia Icardi avrà apprezzato la degradazione, la telefonata a smentire Wanda, chi odia Spalletti è contento della conferenza stampa telecomandata come un burattino. La verità è che l’Inter è come un’onda: finora Marotta è quello che proverbialmente è venuto a scopare il mare. Tanto sforzo, tanto sbuffare, per ottenere nulla. Sono lontani i tempi in cui mettevi i giocatori su uno sgabello e questi stavano buoni caro Beppe. Speriamo abbia capito l’ambiente in questi sei mesi e che sappia lavorare meglio in estate di conseguenza.
-Già, ma Icardi? È il messia o no?
Icardi è tornato con un’ottima gara per fortuna, perché una brutta prestazione avrebbe alimentato lo stucchevole teatrino di questo mese. Riposare gli ha fatto bene ma bisogna fare pace col cervello anche tra i critici. Se si parte dall’idea che Icardi sia scarso e che Lautaro sia un ottimo sostituto, non si può anche sostenere che Mauro danneggia l’Inter stando fuori (apposta o meno) no?
La verità è che un giocatore non può stare in campo se gli altri non lo seguono, che sia Icardi o chiunque altro. Quindi è giusto che Icardi dia il suo contributo, che in campo è importante, solo quando gli altri dieci lo accettano e non lo isolano. Le valutazioni sul suo comportamento lasciamole a fine anno.
-Ma chi aveva già ghigliottinato il vecchio re e incoronato Lautaro che fa ora?
Quelli che “Icardi rosica, Lautaro gioca meglio, vinciamo con lui” non hanno capito nulla. Sono vittime della convinzione di Spalletti che se hai due prime punte diversissime tra loro, bisogna alternarle. Lautaro non è il sostituto di Icardi, non c’è meglio o peggio. Come da sempre nel calcio, quando hai due forti vanno in campo insieme. Capire come e dove è compito di chi viene pagato apposta. Se mi sostituisci un 26enne con 120gol per un esordiente sei sciocco, così come sei sciocco se hai un esordiente molto buono e gli fai fare 5 minuti a gara.
-Le prossime otto gare come saranno?
Una vittoria con l’Atalanta sarebbe Champions in banca. È vero che abbiamo un calendario più duro, con Roma, Napoli e Juve ancora da affrontare, ma stiamo attenti alle date. La banda Ancelotti punterà a un trofeo (ampiamente alla portata e unico modo per dimostrare di essere meglio di Sarri) e probabilmente contro di noi sarà una gara senza motivazioni. La Roma, con un altro paio di risultati negativi, sarà pure fuori.
Con il Milan che affronta Juve e Lazio, basterà il massimo impegno di tutti per fare sei punti con Atalanta e Frosinone e probabilmente saranno sufficienti.