di Rouje
L’avventura europea dell’Inter di Conte non comincia certo nel migliore dei modi. Anzi, per certi aspetti non poteva iniziare peggio.
Contro lo Slavia Praga i Nerazzurri faticano fin dal primo minuto, soffocati dal pressing ben organizzato dalla squadra ceca (che si orienta soprattutto su Brozovic e su Lukaku e Lautaro), blocca la manovra dell’Inter e le impedisce di avvicinarsi alla porta avversaria giocando palla a terra. La squadra di Conte boccheggia e sgomita per ottanta minuti, non avendo mai in mano il pallino del gioco e sfiorando il gol solo da azioni su palla inattiva (nel primo tempo De Vrij e D’Ambrosio si divorano due occasioni clamorose), mostrando a tratti frustrazione, a tratti totale incapacità di reagire.
Quello di martedì sera è quindi un gran passo indietro di Conte e di tutta l’Inter: la partita di Champions ridimensiona gli obbiettivi e le forze nerazzurre, restituendo un’immagine un po’ meno titanica della squadra che ha messo insieme nove punti nelle prime tre partite del campionato.
Per capire gli errori (svariati) che l’Inter ha commesso contro lo Slavia Praga, è necessario ripercorrere all’indietro le tappe delle prime partite di Seria A: contro Lecce, Cagliari e Udinese, i Nerazzurri avevano schiantato gli avversari sul piano fisico, più che tecnico, aggredendo a tutto campo e tenendo sempre il pallone a terra e in costante movimento, per impedire agli avversari di trovare una quadra e quindi, al primo accenno di guardia abbassata, punirli per vie centrali in contropiede o rientrando dalle fasce.
Contro lo Slavia questo non è quasi mai successo: l’Inter è sembrata bloccata e stanca, incapace di velocizzare la manovra e soprattutto di svilupparla in verticale senza cercare il lancio lungo su Lukaku o Lautaro. La zona di campo che separava la mediana dalla trequarti avversaria è sembrata un muro invalicabile, con il pallone che faticava tantissimo a passare dalla zona di competenza di Brozovic a quella di Sensi, quest’ultimo non a caso abbassato di parecchi metri da Conte nel secondo tempo, per ovviare a questo impedimento strutturale.
Fin da subito quindi l’Inter è sembrata statica e contratta, incapace di muoversi e, solo con l’ingrasso di Barella (non a caso l’autore del gol) e di Politano, è riuscita a distendersi e a risalire il campo con efficacia. Purtroppo però, a quel punto la partita era già troppo compromessa, e il pareggio strappato in extremis non cancella la macchia di una prestazione brutta e sterile.
Per dimenticare la brutta prestazione europea, l’Inter dovrà a questo punto dare il massimo nel derby di sabato sera.
La partita contro il Milan è sulla carta la prima vera sfida per in Nerazzurri, una partita da vincere assolutamente e, soprattutto, in cui mostrare i progressi rispetto all’anno passato e imporsi tra le prime forze del campionato. Nonostante i Rossoneri non siano ancora riusciti a trovare una propria identità (la squadra di Giampaolo è ancora un cantiere aperto) il match di sabato si preannuncia delicatissimo: il derby è da sempre una gara imprevedibile, tesa e delicatissima, in cui ogni minimo errore viene punito severamente e giocatori come Suso, Piatek o Rebic possono rivelarsi delle vere e proprie mine vaganti.
Per l’Inter sarà importante non sottovalutare l’avversario e, una volta prese le dovute misure, imporsi sul piano atletico e del possesso palla, impedendo al Milan di sfruttare il contropiede e pressando alto i centrali e il portiere rossoneri. Il Milan infatti, in questa stagione, si è rivelata una squadra che predilige il fraseggio piuttosto che le soluzioni lunghe, e soffocando da subito la circolazione di palla della squadra di Gianpaolo, l’Inter dovrebbe essere in grado di metterla in seria difficoltà.
Per vincere il derby e recuperare dalla brutta prova in Champions, l’Inter dovrà saper darsi una scossa e evitare di andare di nuovo “nel pallone”, giocando a testa alta e riempiendo bene i mezzi spazi. Se contro lo Slavia Praga infatti i Nerazzurri hanno patito i movimenti senza palla degli avversari (sia nel pressing che in fase d’attacco, come testimonia il gol preso nella ripresa), gli uomini di Conte dovranno essere certosini nel riempire il campo nel modo giusto, impedendo al Milan di venire fuori con troppa facilità.
Concentrazione e soprattutto dinamismo: la chiave per battere il Milan sta nel centrocampo, dove Sensi non dovrà far altro che mantenere costante l’ottimo rendimento mostrato finora, Brozovic dovrà scrollarsi di dosso la prestazione opaca di martedì, e Barella dovrà finalmente far vedere di che pasta è fatto, asfissiando i Rossoneri con la stessa intensità con cui gioca per la Nazionale Azzurra.