L’Inter è tornata a esprimere un calcio iper-verticale e spettacolare, schiantando una Roma praticamente inerme e preparando il campo per il recupero con il Bologna. Inzaghi è tornato padrone delle scelte tattiche: Calhanoglu ha riacceso la lampadina dopo qualche partita in cui sembrava spenta, e Lautaro è di nuovo quell’attaccante spregiudicato che può segnare in qualsiasi modo.
La squadra è tornata a girare proprio nel momento più importante della stagione e il rush finale per la lotta scudetto è nel pieno del vivo, con il Napoli che perde terreno e il Milan che ora è l’unica squadra che cerca di rimanere aggrappata alla testa della classifica. L’Inter appare molto più in palla delle sue dirette concorrenti (con il derby di coppa ad averlo ampiamente certificato) e la sensazione è che, a meno di imprevisti catastrofici, le prossime partite dovrebbero confermarne la superiorità.
C’è ora da tirare le somme di fine stagione: indipendentemente da come si concluderà il campionato, l’Inter ha confermato di avere una rosa solida e competitiva e alla quale manca forse solo qualche tassello per iniziare unalegacyduratura. I Nerazzurri vantano infatti il miglior centrale della Serie A, Milan Skriniar, e altri due componenti del reparto arretrato di tutto rispetto, come De vrij e Bastoni. Il centrale mancino è un’intoccabile, ha ancora grandi margini di crescita e dovrebbe rimanere titolare in difesa per gli anni a venire. L’olandese invece in questa stagione ha sofferto diversi cali fisici, e non sarebbe una sorpresa se l’Inter provasse a sostituirlo (Bremer sarebbe in questo caso un grandissimo rimpiazzo). Sugli esterni invece non ci sono dubbi, con Gosens che dovrebbe partire titolare il prossimo anno, a meno di un rinnovo a sorpresa di Perisic, e Dumfries che si è guadagnato la titolarità. Rimane aperto il capitolo del portiere, anche se Handa avrebbe già un sostituto: Onana è un buon acquisto, ma ancora non si capisce se riuscirà a rimpiazzare il capitano dell’Inter in modo soddisfacente.
Il terzetto di centrocampo è pressoché intoccabile: Brozovic, Barella e Calhanoglu formano la miglior mediana della Serie A. Rimarrebbe quindi da integrare con qualche riserva di qualità, posto che Galgiardini, Vecino e Vidal hanno ampiamente deluso. Su questo si esprimerà il mercato, ma degli innesti come Frattesi o Nandez potrebbero alzare di molto il livello del reparto.
In attacco la situazione è più complessa invece. Lautaro è il pezzo pregiato, non lo si può negare: fino ad ora 16 gol in campionato nonostante i suoi problemi realizzativi, vera stella della squadra e compagno ideale sia di Correa, sia di Sanchez, sia di Dzeko. Le considerazioni più complesse vanno fatte su questi ultimi, posto che Dzeko, nonostante l’età, dovrebbe rimanere la punta titolare anche la prossima stagione. Correa ha ampiamente deluso, mentre Sanchez non ripaga il suo stipendio elevato, nonostante qualche buona prestazione.
Per chiudere si può dire che l’Inter parta da una buona base per costruire il suo futuro: ha dei picchi tecnici inferiori rispetto a quelli dell’anno scorso, almeno nelle premesse. Non ha un vero e proprio top player come era Lukaku, non ha un prospetto ambitissimo come Hakimi. Ha però una grande squadra, con giocatori di valore e, soprattutto, ancora giovani. Che voglia venderli per fare cassa o tenerli per avviare un percorso comune, calciatori come Skriniar, Barella, Lautaro Martinez e Bastoni rappresentano degli assets unici nel panorama italiano e internazionale. Con queste premesse e una panchina migliore, forse l’Inter è matura per avviare un vero ciclo vincente.