di Rouje
C’è una categoria di tifoso che in tanti trovano particolarmente fastidiosa.
Tra tutti gli archetipi umani che il calcio è in grado di restituirci, il supporter che cerca sempre il fastidiosissimo pelo nell’uovo è paragonabile, nella scala dell’intollerabile, alla zanzara nell’orecchio alle quattro di notte o all’antifurto del balcone del vicino (sempre alle quattro di notte).
Quello di cui parlo è il tifoso “esigente”: pretendendo sempre il massimo dai suoi giocatori, egli si aspetta che ad ogni partita essi gettino il loro sangue direttamente sul prato verde, profondendosi in sforzi agonistici disumani, e che siano anche fenomenali con il pallone tra i piedi, alla stregua di esseri soprannaturali. Il massimo desiderio del tifoso esigente sarebbe avere una squadra di stakanovisti alla Gattuso che sappia palleggiare con la grazia di Neymar, vincendo ogni partita dieci a zero. E in tutto questo, gli desse comunque motivo di lamentarsi, ovviamente per un’inezia priva di alcun significato.
Tenendo quindi ben presente l’ottica del tifoso esigente, possiamo calarci nei suoi panni, affermando con superbia che “Sì, d’accordo, l’Inter quest’anno gioca un buon calcio e mette insieme anche dei risultati. Però potrebbe fare molto meglio di così”.
La risposta istintiva ad un’osservazione del genere non si può scrivere, sarebbe volgare (è una specie di ringraziamento ad un organo maschile).
Se però volessimo assecondare le nostre fantasie, diremmo che sì, qualcosa da migliorare c’è. E si potrebbe anche trovare quell’aspetto da migliorare, a cercarlo bene.
Direi che il punto debole dell’Inter di quest’anno è da rintracciarsi all’altezza della trequarti campo. La latitanza di Nainggolan e l’inadeguatezza di Lautaro fanno della zona offensiva alle spalle di Icardi un buco nero, che Borja Valero ha provato ogni tanto a tappare ma senza molto successo. All’Inter quindi manca disperatamente un Numero Diez che si rispetti, un trequartista di fantasia che possa svoltare le sorti della squadra di Spalletti e tirare fuori dal cilindro la giocata decisiva.
Che uomini saremmo però ad esibire problemi senza proporre soluzioni?
Il tifoso esigente è scaltro: ogni sua lamentela è accompagnata da un’affermazione di superiorità, da un’irritante e saccente soluzione, da un “io lo so chi ci vorrebbe”.
Il tifoso esigente sa bene quindi quali caratteristiche dovrebbe avere il giocatore dei suoi sogni. Egli risponderebbe “Facile: dribbling nello stretto, ricerca dell’ultimo passaggio, capacità balistica dalla media distanza.”
Non contento, il tifoso esigente avrebbe già pronta con sé una lista di dieci trequartisti sparsi per l’Europa, che all’Inter farebbero molto comodo. Ovviamente ordinati secondo la loro capacità nell’interpretare il ruolo, in base alle caratteristiche sopra citate.
E ancor prima che voi possiate fermarlo, lui starebbe già sciorinando una carrellata di nomi, impunito nella sua saccente faccia tosta.
10. Miha Zajc: gioca nell’Empoli, ha appena scontato una squalifica, è giovane. Ha un buon piede destro, soprattutto sui calci piazzati. Decima posizione perché l’anno scorso era in serie B e l’Inter è una squadra che se non hai giocato in massima serie per almeno dieci anni, non ti schiera titolare nemmeno in Tim Cup.
9. Hakim Ziyech: ragazzo di origine maghrebina (terra fantastica nel generare schiere di trequartisti ipertecnici e narcisisti all’inverosimile). Rapido, imprevedibile. Magari non ha la castagna nel piede come Zajc, però ha già sulle spalle qualche presenza in Europa. Ed è una giovane promessa dell’Ajax, pronta per vedere le sue speranze bruciare nel ginepraio del campionato italiano. In poche parole, perfetto per l’Inter.
8. Josip Ilicic: si passa da due ragazzini ad un uomo maturo. Domenica lo sloveno ha fatto ballare la samba a tutti gli interisti, mostrando dribbling e fantasia da vendere, mancando forse di un po’ di freddezza sotto porta. Delle sue doti balistiche non c’è bisogno di parlare, sappiamo tutti di cosa è capace. E’ solo settimo per l’età avanzata e per l’aura da eterno incompiuto che lo circonda.
7. Dimitri Payet: Marsiglia, West Ham e poi di nuovo Marsiglia. Payet fa come le sue punizioni: qualunque sia la traiettoria, sai sempre che finiranno lì dove devono finire, ovvero sotto al sette. Nel caso di Payet, il sette era il ritorno al Velodròme. Il francese è un giocatore svogliato, discontinuo, spesso fuori forma. Però vi sfido a trovare un piede delicato come il suo. In poche parole, il perfetto trequartista.
6. Suso: il fantasista del Milan gioca spesso come ala, accentrandosi verso la porta appena può per cercare il tiro a giro. Alle spalle della punta però sa far bene, eccome. E con il suo passo cadenzato vederlo agire sulla trequarti sarebbe un sogno che si avvera. Lo conosciamo bene, all’Inter ha sempre fatto tanto male con il suo sinistro. Più che per il valore del giocatore, i tifosi nerazzurri godrebbero per averne privato i cugini.
5. Thomas Muller: alzi la mano chi si ricorda dell’esistenza di questo straordinario fenomeno. Giocatore eclettico come pochi. Forte e tecnico, intelligentissimo nei movimenti su tutta la trequarti. E pure simpatico, a giudicare da qualche sua intervista da sbronzo. L’età e la notorietà perduta un po’ lo penalizzano.
4. Rafinha Alcantara: un ritorno in grande stile, che all’Inter servirebbe come il pane. Ha già casa a Milano, sta simpatico a tutta la squadra (a Barcellona i Croati lo hanno abbracciato con più calore di quanto abbiano fatto con Rakitic), e poi è pure bravo a giocare a pallone. Magari non ha un gran tiro ma in quanto al resto non è niente male.
3. Mesut Ozil: uno dei più forti centrocampisti in circolazione, sicuramente il mancino che, dopo Messi, è il più preciso d’Europa. Forse non una scheggia, forse non un ragazzino, forse non una bellezza. Di sicuro però un fenomeno assoluto.
2. Marco Asensio: Eccolo qua, il meme vivente che perseguita gli juventini. Oltre ad essere un giocatore semplicemente spettacolare, Asensio ha poco più di 22 anni e gioca già da parecchio tempo nella squadra più forte del mondo. Con i Blancos però fa panchina: l’Inter potrebbe promettergli un posto titolare, un sacco di soldi e la possibilità di giocare e segnare con sicurezza alla Juventus per almeno due volte l’anno, perpetrando la leggenda di Cardiff. Occasione d’oro per entrambe le parti.
1. Antoine Griezmann: Giocatore pazzesco per davvero. Non c’è cosa che il Diavoletto non sia capace di fare. Da quando Deschamps l’ha spostato alle spalle di Giroud nell’ultimo mondiale, Griezmann si è scoperto un rifinitore eccezionale, capace di muoversi con fluidità in verticale e in orizzontale, cercando sia l’imbucata centrale sia tentando il tiro dalla distanza. Velocità, tecnica, tiro potente e preciso: non c’è giocatore che possa dirsi migliore di Griezmann nell’interpretare il ruolo. A parte forse Coutinho, che però sono tre anni che gioca largo a sinistra.
Primo posto meritato anche per i balletti osceni.
Fastidioso vero? Non sembra una scusa puerile per riempirsi la bocca, per costringere l’interlocutore ad ascoltare per ore una lista di giocatori messi insieme senza un vero criterio, priva di ogni valore pratico oggettivo?
E tutti quei giocatori che sono stati esclusi? E tutti quei giocatori che, pur non essendo trequartisti, l’Inter dovrebbe comprare seduta stante?
Alla fine, ogni tifoso appartiene alla categoria del “tifoso esigente”. Siamo un po’ tutti esperti di calcio, abbiamo un po’ tutti le nostre liste di giocatori preferiti, coltiviamo tutti il sogno che i nostri beniamini extra-Inter vengano a giocare a Milano, sponda Nerazzurra. E ognuno di noi, nessuno escluso, non si fa scappare l’occasione di stilarne la classifica, per far sì che qualcun altro la legga e la commenti, allegando magari anche la sua, di lista.
Io il mio momento di notorietà/fastidio l’ho avuto. Ora aspetto di leggere il vostro.