E se alla fine arriva Eriksen?

di Rouje

Da giorni ormai sembra che l’Inter sia fortemente in pressing su Christian Eriksen.

Indiscrezioni che filtrano dalla stampa sia inglese che italiana indicano che i Nerazzurri abbiano raggiunto un accordo con il giocatore in scadenza dal Tottenham, e che manchi solo l’intesa con il club londinese per assicurarsi, già a gennaio, le prestazioni del trequartista danese. Se, alla fine delle trattative, Inter e Tottenham dovessero trovare un accordo, sarebbe sulla base di un doppio vantaggio, comune a entrambe le squadre: l’Inter guadagnerebbe un centrocampista di primissima fascia, da dare a Conte per il proseguo della stagione e tentare il vero assalto allo scudetto; il Tottenham, da parte sua, riuscirebbe a monetizzare dalla vendita di un giocatore prossimo alla scadenza,  che non ha alcuna intenzione di rinnovare il contratto (di questo a Londra sono certi, dato che hanno già messo le mani sul suo sostituto in centrocampo) e che, presumibilmente, se ne andrebbe liberandosi a zero quest’estate.

L’intera vicenda che ruota intorno ad Eriksen, al di là dell’aspetto tecnico, fa intravedere molto del modus operandi con cui Suning e la coppia Marotta-Ausilio hanno deciso di intavolare le trattative di mercato. Non è un caso infatti se, fin da dicembre, quando all’AD nerazzurro venivano poste domande riguardo al mercato in entrata, lui si limitasse a rispondere sempre nello stesso laconico modo: l’Inter cercherà di trarre vantaggio da tutte le occasioni, possibilità, vantaggi che le si presenteranno. Marotta tra le righe esprimeva, in sintesi, quello che poi sta mettendo in pratica in queste settimane, ovvero che l’Inter non spende un euro se non per trattative ghiotte e ghiottissime, cercando di minimizzare gli sforzi economici incentrandoli solo su obbiettivi che, per cause varie e imprevedibili, consentano di ottenere una resa massima a fronte di una spesa ridotta.

Che Marotta avesse quindi già in mente a dicembre di puntare sull’affare Eriksen sembra ad oggi una prospettiva più che concreta. La dirigenza dell’Inter pianifica i colpi di mercato con svariati mesi d’anticipo, approfittando delle occasioni ancora prima che esse diventino tali. I dirigenti dell’Inter sono creativi e reattivi, Marotta e Ausilio preparano con anticipo le condizioni che poi, diversi mesi dopo, andranno a sfruttare, e se il duo dell’Inter non concretizza un affare, si può star certi che ne abbia comunque uno di “scorta” su cui ripiegare (come nel caso della fumata nera per Kulusevski, dalla quale si sono poi sviluppate le condizioni per virare sull’obbiettivo Eriksen).

Dagli sviluppi delle ultime settimane ci si può concretamente rendere conto di come le cose siano decisamente cambiate ad Appiano Gentile negli ultimi mesi. Prima con l’arrivo di Conte, poi ora con gli sviluppi repentini e straordinari del calciomercato, in casa Inter si sta formando un controllo rigorosissimo su tutti gli argomenti che possano riguardare i Nerazzurri. Dall’aspetto tecnico alla comunicazione (Spinazzola atterrato a Milano non ha proferito parola, per evitare di sbilanciarsi prima delle firme), dalle notizie che filtrano alle indiscrezioni extra-campo, la coppia Conte-Marotta ha deciso di improntare lo sviluppo e la crescita dell’Inter di Suning secondo uno schema preciso e impenetrabile. Così come Conte è infatti un allenatore maniacale che nulla lascia al caso (in preparazione e poi nel match), così Marotta è un dirigente che preferisce una linea secca e decisa, che quasi mai fa trapelare notizie e intenzioni future, sul mercato e sull’assetto societario.

La linea Inter è ormai definita, Appiano è un centro di comando impenetrabile, sicuro e strettamente regolamentato. Da Conte passa ogni possibile decisione che riguardi il campo, da Marotta tutto ciò che esula dal calcio giocato, con Ausilio suo braccio armato e la famiglia Zhang che, tramite Steven, deve limitarsi ad assicurare la sua presenza. L’Inter sta diventando rapidamente la più forte società d’Italia e tra le più forti d’Europa, grazie ad una pianificazione e ad un a sistemazione di uomini forti in ruoli chiave, decisi a vincere e consapevoli del modo in cui farlo.

Da Eriksen in poi, per l’Inter le cose cambieranno. Se i Nerazzurri dovessero realmente mettere le mani sul danese, l’Inter si ritroverebbe ad avere la miglior difesa d’Italia, un centrocampo pari (se non migliore) di quello della Juventus, un reparto offensivo stellare, da più di duecento milioni solo sommando il duo Lukaku-Lautaro.

L’Inter è a un passo da superare la Juve, a un passo dal riaffermarsi a livello mondiale come una squadra e una società forte, sicura, che sa come vincere. Il tutto, ovviamente, solo se arriva Eriksen.

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