di Rouje
Partita leggermente (o ampiamente, dipende dai punti di vista) sfavorita, l’Inter conquista il derby di ritorno imponendosi sul Milan con un rocambolesco tre a due, riconquistando il terzo posto e rilanciandosi alle spalle del Napoli grazie ai gol di Vecino, De Vrij e Lautaro Martinez.
La partita giocata dall’Inter è stata molto buona, a tratti ottima. Quelle transizioni verticali che tanto sono state un cruccio per moltissimo tempo, nel derby sono state invece il punto focale della vittoria dell’Inter, complice anche il centrocampo troppo lungo del Milan, che soprattutto nel primo tempo aveva in Paquetà il suo fianco debole in fase difensiva. Le corse di Politano, Vecino e Perisic hanno permesso ai Nerazzurri di spezzare il Milan diverse volte nel corso della partita, trafiggendolo sia nel caso del primo gol di Lautaro che nell’episodio del fallo da rigore commesso da Castillejo ai danni di Politano. L’Inter esce a testa altissima da uno dei derby più belli e combattuti degli ultimi tempi, imponendo il suo gioco e la sua freschezza su un Milan che fin dall’inizio è sembrato in profonda difficoltà a gestire le folate dell’Inter.
Senza Maurito, l’Inter gioca meglio e vince più spesso.
Lautaro Martinez è un giocatore a tratti magnifico (strabuzziamo gli occhi riguardando il doppio sombrero che costa il giallo a Conti): quando si accende dimostra una tecnica e una sicurezza strabilianti, sia ponendosi al servizio della squadra con sponde e spizzate precise, sia scegliendo la migliore giocata individuale nella migliore condizione possibile, perdendo pochissimi palloni e inventando da vero numero dieci. Lautaro è infatti un centravanti molto creativo, sfrontato ed efficace. E’ in grado di stupire ed inventare, ricamare e rifinire, incidere e cambiare le partite. Con la sua presenza in campo l’Inter ha capito di avere nelle sue corde degli schemi che prima poteva solo timidamente immaginare, complici forse le ridotte qualità tecniche di Mauro Icardi. Da ora in poi, grazie a Lautaro Martinez, l’Inter sa di poter osare e giocare ad occhi chiusi, senza timore di perdere il pallone o di rallentare la manovra.
Un focus particolare merita la prestazione di Matias Vecino: l’uruguagio ha letteralmente spaccato il derby, correndo tantissimo e mai a vuoto, facendo ammattire i centrocampisti e i difensori milanisti e risultando, al netto dei tentativi, il giocatore interista offensivamente più pericoloso.
In una posizione ibrida, tra la mezzala e il trequartista, Vecino appena riceve il pallone si gira e punta l’area del Milan, aiutando l’Inter a risalire e pungere il reparto arretrato rossonero il più efficacemente possibile. Il Viejo perde pochissimi palloni e ne conquista moltissimi, imponendosi con un fisico e un atletismo che aveva troppe volte nascosto nel corso della stagione. Che la chiave della sua prestazione ispirata sia nella sua veste di centrocampista assaltatore? Forse, con un Gagliardini in mediana e un Vecino libero di sgroppare, l’Inter potrebbe rendersi finalmente una squadra letale anche per vie centrali e non solo sulle fasce…
Ormai sembra scontato, ma fare i complimenti ai centrali dell’Inter è doveroso anche questa volta. Skriniar e De Vrij annullano gli attacchi centrali del Milan e liberano l’area di rigore quando le ali rossonere crossano, eclissando il temibile Piatek e facendosi sorprendere solo in occasione del gol di Bakayoko.
De Vrij guida la difesa in modo impeccabile, sicuro ed efficace in ogni spazzata o uscita palla al piede. L’olandese sembra uno stopper vecchio stile, calmo e rilassato anche nelle situazioni più complicate e sempre incisivo nella gestione del pallone tramite cambi gioco e passaggi rasoterra sempre precisi. Il gol di testa all’inizio del secondo tempo è poi una vera meraviglia, perfetto nella sua traiettoria ad insaccarsi alle spalle di Donnarumma.
Dal canto suo, Skriniar sembra avere la colla sul piatto del piede. Tutte le volte che viene puntato da un giocatore del Milan la palla resta appiccicata al piedone dello slovacco, che alza subito la testa alla ricerca dello scarico sul centrocampista. Skriniar è una vera e propria sicurezza, un muro invalicabile al servizio della causa.
L’Inter vince e convince, scaccia i fantasmi della sconfitta in Europa League e si rilancia al terzo posto. La vittoria nel derby è a dir poco fondamentale, una luce in un periodo buio che serve a confermare il buon momento di giocatori come Politano, Lautaro, Perisic. Lo spogliatoio sembra per ora essersi ricompattato, consentendo di affrontare la pausa per le nazionali con il miglior atteggiamento possibile. Godersi questa vittoria per le prossime due settimane è quanto di più utile possa esserci per la ricostruzione dell’Inter dalle macerie dell’Icardi-gate, a dimostrazione di come morto un papa, se ne faccia sempre un altro.