Terremoto e tragedia

by Mister X

Ho aspettato la seconda giornata per scrivere due righe, perché come molti interisti vivo le sconfitte molto molto male. Speravo di poter ricevere una bella scarica di entusiasmo in questo secondo turno e dopo il primo tempo di ieri mi ero un po’ illuso. Invece siamo qui, con l’ennesima botta da assorbire, ma stavolta qualche riflessione da fare c’è.

Intanto il paragone paradossale con l’anno scorso, sulla bocca di molti oggi. Dal lato dei risultati siamo 5 punti indietro, incontrando squadre molto più abbordabili, bisogna però tenere conto di un paio di fattori. L’anno scorso abbiamo fatto la “neopromossa”: partenza a razzo contro squadre che invece avevano una preparazione puntata al lungo periodo, con vittorie e morale che davano la spinta. Il secondo tempo di Roma è esplicativo: una squadra che ci ha massacrato i primi 60 minuti e che abbiamo ribaltato quando loro erano sulle gambe e noi correvamo il triplo.
Oggi é evidente come una preparazione tarata diversamente, sul doppio impegno e su un tipo di campionato diverso, ci penalizzi rispetto a squadre piccole che partono a mille.
Alla designazione dei turni di campionato ho sentito molti parlare di variare la preparazione in modo da approfittare del filotto di squadre di piccolo-medio valore in modo da mettere punti in cascina. L’anno scorso ci dimostra che specialmente a inizio torneo è semplice fare tanti punti a prescindere dall’avversario se si corre di più, anzi incontrare subito tutte le piccole che sono più in palla all’inizio è un rischio, perché comunque può finire di arrivare scoppiati in momenti importanti della stagione. Abbiamo più riserve ma la preparazione è la stessa per tutti.
Casualmente i risultati di oggi sono gli stessi dell anno scorso: sconfitta col Sassuolo fuori casa e pareggio col Torino in casa. Partite in cui c’erano i mitici Cancelo e Rafinha (figure equiparate a Maradona e Pelé ormai). Dimostrazione lampante di due cose: siamo imballati stanchi e confusi come nei momenti di peggior forma dello scorso anno, e non è ancora perduto nulla perché queste partite sono irrilevanti, mentre lo scorso anno erano decisive.

Il discorso sulla preparazione é UNA spiegazione, non l’unica. La lentezza di gambe spiega alcune cose ma il cervello dovrebbe funzionare al 100% tutta la stagione, incluso quello dell’allenatore.
Ora chiariamoci, Spalletti non è infallibile, né fa scelte a caso. Tante volte da casa gli urliamo contro perché dovrebbe inserire Tizio o Caio, ma non sappiamo se e come Tizio e Caio si sono allenati, se sono rotti, in forma, morti eccetera. Luciano fa delle scelte con criteri che noi non abbiamo. Quando queste scelte si rivelano sbagliate però deve assumersi la colpa. Non sto a sindacare sul modulo o sul singolo cambio, ma sul polso della squadra che sta dimostrando di non avere.
Parti con l’idea di tarare una preparazione a lungo raggio, sapendo che correrai meno degli altri per un mese, non puoi di conseguenza cercare di vincere le gare coi muscoli, è un controsenso. Agisci di conseguenza e punta su tecnica e imprevedibilità, imbastisci un gioco lineare ma chiaro in cui i giocatori che hai possano far valere la loro bravura più della corsa avversaria. Se subisci gol per un episodio, fai dei cambi che trasmettano un idea di lotta, di voler vincere, trasmetti l’idea che è un incidente di percorso non che è un momento in cui si può subire il pareggio o perdere. Specie se poi in conferenza stampa parli di cali psicologici, che una squadra in costruzione può avere ma che sono comunque colpa dell allenatore che non li ha risolti.

Chiudo con un paio di riflessioni finali: 2 turni non sono nulla al momento e anche la mancanza di spunti e di gioco è relativa. Ieri abbiamo visto come con la corsa possiamo vincere agevolmente e senza di essa possiamo franare altrettanto facilmente. Questo ci parla di un’Inter muscolare che uscirà appena saremo a pieno regime. Anche il gioco però non può apparire dal nulla se inserisci 6 titolari nuovi.
Parliamo di Inter che riparte da zero, che lo scorso anno aveva un gioco con Rafinha e Cancelo e ora deve svilupparne un altro. Ci mancherebbe, abbiamo cambiato metà squadra. A parte l’impossibilita economica di trattenere quei due non capisco come mai si favoleggi dell’Inter stellare del ritorno quando non è mai esistita. Si aveva qualche opzione in più ma si pareggiava col Torino in casa e si perdeva col Sassuolo fuori a fine stagione.
Alla fine è probabile basti un turno in più e la sosta per vedere un’Inter diversa apparire dal nulla. Come un Ninja.

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