by Mister X
Approfittiamo della transizione al nuovo sito, con nuovo layout e nuove iniziative che verranno, per fare un po’ di storia passata presente e futura.
L’Inter del passato: si trascina dietro la contraddizione assoluta di lacci e lacciuoli dovuti al FPF (anche se paletti rende più l’idea specie se di diametro importante), uniti a spese folli per acquisti incomprensibili. A volte basta poco per plasmare la materia dal caos, la plusvalenza dal bidone, ma gli errori fatti restano e pesano.
- Kondogbia: ciao Kondo, nonostante l’esperienza pessima da noi hai saputo ritagliarti un tuo seguito di ammiratori (uno nel senso numerico letterale). Speriamo di ritrovarci in Champions nei prossimi anni, magari deliziaci di nuovo con colpi come l’euro-autogol o la palla persa nella zona peggiore, stavolta sei dalla parte giusta (per noi).
- Gabiungol: diciamocelo, all’Inter ha vinto non si sa quale lotteria, magari la versione brasiliana di “campioni il sogno”. Contro ogni pronostico io ci credevo, eh ma Frank non si fida perché la panchina balla, eh Pioli vuole fare punti senza rischiare, eh ora si è sbloccato e vedrete. Poi però arriva la realtà, attualmente è ancora dell’Inter ma lo declino al passato in quanto già ex giocatore addirittura visti gli esiti al Santos.
- Bonus Balotelli: qui si va nel passato remoto ma è sempre carino spendere due parole per il buon Mario. Bonucci dice di smettere di parlarne, ma in realtà dovrebbe essere l’opposto, parlarne sempre a getto continuo. In fondo di Ibra Messi Ronaldo e compagnia nessuno ha mai detto “non parliamone”. E visto che Mario, per l’ennesima volta, parla di puntare al pallone d’oro (taci ragazzo mio, i sogni son belli ma aprire bocca per dire sciocchezze ti fa fare la figura del tonto e alla tua età non te lo puoi più permettere). Mario, non si vince nulla, né trofei né riconoscimenti personali tirando bombe in porta a caso e non passando il pallone. Hai deciso di giocare così sempre e di te parleremo sempre cosi, la mediocrità del silenzio è un lusso che non ti permettiamo di avere.
L’Inter del presente: siamo in una fase di transizione (si spera) verso vette più alte, quindi nell’Inter del presente segnaliamo gente che (purtroppo) abbiamo in casa ma vorremmo non vedere più un domani.
- Joao Mario: bei tempi in cui il bel Joao con il suo sorrisone sembrava l’oasi nel deserto di scarsezza che era il centrocampo dell’Inter. Quaranta milioni per un ragazzo con colpi evidenti ma con il solito equivoco: sono gli allenatori a non sapere il posto giusto o è lui che non ha idea di che ruolo vuole fare? Brillato per un torneo europeo in una squadra che ha sì vinto, ma in una competizione in cui l’Islanda si giocava la semifinale. Tutti meritiamo un’occasione di riscatto, speriamo che anche tu abbia la tua occasione. Di essere riscattato a suon di milioni da qualcun altro si intende.
- Candreva: non ce la fai Antonio, lo sappiamo. Il tuo gioco è correre e crossare, crossare e correre, ma a una certa età diventa correre a fatica e crossare a caso. Per gestire una squadra vincente serve un cuore di ghiaccio e nonostante l’impegno Candreva non ha futuro qui, la sua casella è quella da riempire con il prossimo top player. Io personalmente credo che possa dare il suo dalla panchina giocando poco ma credo lui voglia essere titolare ed è meglio se lo fa altrove.
- Eder: la sua fortuna è stata quella di non saper fare nulla ma di saperlo fare ovunque. Riserva perfetta di tutto l’attacco (perfetta nel senso che permetteva di tenere in campo 90 minuti Icardi e Perisic per paura che toccasse a Eder), il nostro panzerotto merita un posto da titolare altrove.
- Santon: questa è una mia speranza, lo sappiamo che domani sarà ancora qui. Sarà impossibile liberarsene perché fallirà le visite mediche ovunque vada, e ce lo ritroveremo sempre qui. Invochiamo un trattamento alla Paletta, inserimento in rosa ma aggregamento alla primavera.
L’ Inter del futuro: la base necessaria per una squadra che possa lottare seriamente.
- Icardi: il capitano non si tocca. Non me ne frega nulla se Wanda non vi piace (quando avevamo Raiola era meglio?), se Icardi non è Ibra, né Ronaldo, né Morata (idolo da 15 gol a stagione wow). Non me ne frega nulla se il continuo chiedere vari rinnovi urta la vostra personalità sparagnina (da 1 milione a 4,5 in 5 anni di Inter…..una vera sanguisuga, quando c è gente come Higuain che in 2 anni di Juve segna meno e guadagna il quadruplo). L’assurdo è che Mauro non merita un centesimo, poi si parla di seghe immonde che prendono 6 milioni a stagione senza batter ciglio. Il resto è gioco delle parti. Mauro rinnova sicuro.
- Skriniar: poco da dire. Ricordo che a gennaio si rumoreggiava su certe dichiarazioni da alcuni considerate “inopportune” e “da egoista”. Da un ragazzo che a 23 anni si carica l’intera squadra in spalla, che a fine stagione a obbiettivo raggiunto dice “io resto qui, amo l’Inter e vorrei restare a vita”. La dirigenza si abitui ad accontentarlo in tutto perché gli astri sono in posizione per farlo restare a lungo.
- Brozovic: Brozo è il ponte tra un passato sciagurato e un futuro promettente. A differenza di altri (Joao e Kondo) ha preso male le panchine ma ha lavorato per riprendersi l Inter. Lui stesso dice che questa è la sua posizione e che gioca meglio anche per la collocazione giusta. L’impressione è che abbia fatto un bagno di umiltà dopo i fischi e il mancato trasferimento. Diciamo sempre che San Siro può distruggere un giocatore, beh Brozo si è forgiato nei fischi, si è rimboccato le maniche e ha mostrato di essere Epic sia in campo che fuori.
- Rafinha: il più “futuro” di tutti, perché ad oggi è un giocatore del Barcellona. Qualcuno dice che sul mercato ci sono altri centrocampisti cosi, che non è necessario prendere lui. Invece lo è. Perché viene da una scuola di pensiero diversa, perché è uno che punta in alto e non un neoacquisto timidino, perché soprattutto vuole l Inter. L accordo si troverà e anche l’anno prossimo dovranno usare 4 giocatori per pressarlo.
Da questi 4 parte il blocco futuro dell’Inter perché sono tutti relativamente giovani ed esperti e tutti con la voglia e le ambizioni per spaccare il mondo e l’Europa. Rendiamo il resto della rosa alla loro altezza e rendiamo loro all’altezza della storia dell’Inter.