Ci aspetta del lavoro sporco

di Rouje

Nel momento in cui scrivo questo articolo, l’Inter si sta avvicinando sempre più rapidamente al momento clou della sua stagione.

La vittoria contro la Spal dona energia e speranza all’ambiente, mentre tengono banco ancora i casi Icardi contro lo spogliatoio e Wanda Nara contro la tifoseria. Oltre a questo, una serie di sfortunati eventi ha colpito duramente l’Inter all’altezza del ventre, falcidiando un reparto già scarno di per sé e riducendo ancora le possibilità dei Nerazzurri di uscire indenni da un tour de force pazzesco. Il centrocampo interista conta infatti tra le fila degli infortunati Brozovic e Nainggolan e, causa limitazioni dell’FFP, in Europa League contro l’Eintracht non potranno scendere in campo né Joao Mario né Gagliardini, poiché esclusi dalla lista.

Nonostante tutti i suoi problemi e tutti i suoi dubbi, l’Inter continua a giocare discretamente e a tenere in piedi la baracca, anche se da un momento all’altro potrebbero vedersi dei segni di cedimento. Le buone prestazioni di Lautaro Martinez e la solidità della coppia De Vrij- Skriniar da sole purtroppo non bastano ad assicurare il raggiungimento degli obbiettivi stagionali richiesti dalla dirigenza e, soprattutto, dai tifosi.

Quello che aspetta l’Inter è un lavoro duro e sporco. I Nerazzurri dovranno farsi strada e lottare con unghie e denti, sgomitare e conquistare più punti possibile nel modo più spietato possibile, anche a costo di dover giocare brutte partite e offrire un brutto spettacolo.

Se l’Inter, con le sue sole forze rimaste, poco può nei confronti di squadre molto più in forma di lei, deve attingere a quella riserva che nei momenti critici si rivela un’ancora di salvezza fondamentale: la capacità di evolversi e di combattere, anche se le probabilità non giocano a suo favore.

Come dimostrato dall’assenza di Icardi, i Nerazzurri possono, se vogliono, cavare il meglio dal peggio, come dimostrato dall’evoluzione del reparto avanzato Nerazzurro con l’inserimento forzato di Lautaro. Pur non essendo letale come Maurito, il “diez” dell’Inter è uno spettacolo per gli occhi, un calciatore completo, tecnico e forte, che l’Inter e i tifosi hanno scoperto solo nel momento in cui le circostanze lo hanno imposto. La svolta offensiva dell’Inter potrebbe quindi essere il meglio che sia mai capitato alla squadra, a dimostrazione di come le difficoltà si possano superare solamente cambiando il proprio assetto di base e mostrando capacità di adattamento.

Oltre al saper adattarsi alle esigenze del momento, l’Inter dovrà saper sfoderare anche una notevole dose di animus pugnandi, rimediando ai suoi deficit tecnici con l’applicazione ferrea e l’ausilio di uno stato mentale pari a quello di un soldato pronto per andare in guerra. Dal primo all’ultimo dei giocatori in campo, i Nerazzurri dovranno sapersi esprimere al massimo delle loro possibilità soprattutto sul piano fisico, imponendosi sugli avversari e provando a schiacciarli con la stazza di giocatori come Perisic, Vecino, De Vrij e Skriniar e, perché no, dello stesso Lautaro. In questo l’Inter ha sempre avuto un naturale vantaggio rispetto ai suoi avversari: soverchiante di testa e nei duelli fisici, la squadra di Spalletti ha grande capacità nell’imporre il risultato di una partita partendo da un gol da calcio d’angolo. Negli ultimi tempi questa caratteristica è stata però poco sfruttata, lasciando che il metodo più efficace ed estemporaneo di risolvere una partita fosse messo da parte in nome di una circolazione più fluida dell’azione, rinunciando a battere gli angoli di prima e prediligendo il passaggio corto come schema principale. Sarebbe lecito aspettarsi un cambio di direzione, di schema, di modo di pensare? Ricominciare a battere i calci d’angolo direttamente in area di rigore è una soluzione così impraticabile? Per sapere la risposta, bisogna aspettare ancora un po’.

Testa e gambe, testa e gambe. L’Inter deve tirare fuori gli attributi e tenere duro più che può, sperando di uscire indenne (o perché no, anche rafforzata) dal momento più difficile di tutta la sua stagione. Per farlo avrà bisogno di disciplina ferrea e di coesione, e anche di tutta la garra charrua del mondo.

Vincere o perdere dipende ormai quindi da quanto l’Inter sia disposta a soffrire e sporcarsi le mani, affrontando con il piglio di chi deve svolgere uno sporco lavoro, tutte le partite che da qui alle prossime settimane metteranno a dura prova tutta la squadra.