Cambiare

di Rouje

Non è mai facile pensare positivo quando tutto sembra andare storto.

Nelle ultime uscite l’Inter non si è mai dimostrata all’altezza, né della sua fama né della sua prima parte di stagione. Il tanto temuto “crollo invernale” è puntualmente giunto, e come da diversi anni a questa parte ha sgretolato certezze e risultati fin qui abilmente costruiti, costringendo l’Inter e Spalletti a dover ripartire daccapo come se nulla fosse stato fatto, come se non ci fosse più nessuna certezza.

Alla penuria di risultati utili si è accompagnata una latitanza di prestazioni convincenti: l’Inter gioca un calcio scialbo, prevedibile e sterile, ripetendo meccanicamente soluzioni che gli avversari impiegano poco a leggere e neutralizzare. Troppi cross, troppo poco gioco verticale, troppi pochi dribbling e tentativi dalla distanza (e quei pochi sono sempre imprecisi o fiacchi).

Le cause, ovviamente, sono molteplici. Dal mancato sfruttamento del mercato di gennaio (a gran voce erano richiesti o un trequartista con fantasia o un’ala sinistra, è arrivato invece un terzino), allo stato mentale ed agonistico inesistente di alcuni giocatori chiave, aggiungendo anche qualche colpa di Spalletti stesso, incapace nell’imprimere una sterzata decisa ad un ambiente fin troppo apatico, l’Inter si sta intrappolando in sé stessa e nelle sue insicurezze, entrando in un loop di sconfitte e sconforto.

Per uscire dai momenti bui è necessario concentrarsi sugli aspetti positivi, sui punti cardine che saldi rimangono anche quando tutto sembra volgere al peggio. E quindi, se volessimo trovare delle note positive in questa sinfonia un po’ lugubre, diremmo che ci sono dei giocatori che, a dispetto del momento negativo dell’Inter, continuano ad offrire prestazioni decorose, impegnandosi al massimo e mantenendo sempre un livello di concentrazione più che discreto.

Brozovic, Skriniar, Handanovic, D’Ambrosio sono sicuramente elementi della rosa che per ora non stanno sfigurando. Al netto di prestazioni di gruppo non certo esaltanti, l’impegno di questi quattro giocatori è sempre costante, sintomo di come pur attraversando momenti di difficoltà c’è chi è pronto a rimboccarsi le maniche per ripartire.

Un discorso a parte merita sicuramente Keita Balde: fino al suo infortunio, il senegalese ha sempre offerto prestazioni convincenti. A più riprese l’ala in prestito dal Monaco ha saputo rimpiazzare degnamente uno spentissimo Perisic, segnando gol e regalando assist. Se c’è un giocatore che in questo momento potrebbe dare una scossa a tutta la rosa dell’Inter quello è proprio Keita, a patto però che da lui non si pretenda di risolvere da solo ogni match complicato, ma semplicemente che riesca a colmare le troppe lacune che fino ad ora hanno popolato la fascia sinistra nerazzurra.

Che dire quindi di questo momento? In pratica, tutto e niente.

Già l’anno scorso l’Inter ha dimostrato di saper uscire dai momenti bui e di rialzarsi a testa alta, seppur con qualche difficoltà.
Ciò che è mancato quest’anno è soprattutto un giocatore che potesse svolgere il ruolo di trequartista alle spalle di Icardi: l’anno scorso, nel mercato di gennaio, qualcosa era stato fatto grazie al prestito di Rafinha.

Alla dirigenza si può imputare quindi una scarsa lungimiranza e una eccessiva fiducia nei confronti di Nainggolan, forse il giocatore che sta offrendo in questo momento le peggiori prestazioni a livello individuale. C’è da chiedersi quindi se l’Inter abbia già in scuderia un giocatore in grado di risollevare l’ambiente, per evitare di prolungare troppo l’aporia di gioco di queste ultime settimane. Che sia quindi il riscatto di Lautaro (fin qui artefice di prestazioni in chiaro-scuro), l’inserimento tra i titolari di Keita, un cambio di posizione o di modulo vincenti (spostando magari Politano più verso il centro, invertendolo con Joao Mario), è in ogni caso necessario cambiare qualcosa, se si vuole evitare di sprofondare sotto il quarto posto.

La Lazio e l’Atalanta vanno a mille, il Milan è resuscitato e la Roma, seppur zoppicando, rimane comunque una squadra temibile. Napoli e Juventus poi sono ancora ben oltre la portata dell’Inter, disputando come al solito un campionato a parte.

C’è da chiedersi come e quando un cambiamento avverrà, per evitare di stagnare in una situazione tanto mediocre quanto pericolosa.

[Voti: 5    Media Voto: 5/5]