Boxing Day

di Rouje

Ma quanto è bello il Boxing Day? Quanto è bello poter avere, dopo le libagioni natalizie, la possibilità di uscire di casa, gettandosi tra le braccia del gelido inverno milanese (ventoso e umido come pochi), e di assistere a quello spettacolo assoluto che è stata la partita tra Inter e Napoli?

Il 26 dicembre è stato più lieto ancora del 25, almeno per gli interisti. Cosa c’è di più bello che vincere un big match casalingo al novantaduesimo, per giunta con il gol di uno dei giocatori più coccolati e attesi di tutta la rosa nerazzurra? La risposta è: praticamente niente.

L’Inter e il Napoli mettono in scena a San Siro uno spettacolo discreto, magari non particolarmente ricco di emozioni ma comunque farcito di un buonissimo calcio. La tecnica prende il posto della corsa in questa partita e, nonostante il gelo quasi artico, i calciatori sia del Napoli che dell’Inter non perdono la calma e ragionano sempre lucidamente, aspettando i monti giusti per alzare ed abbassare il ritmo. Un match sostanzialmente in equilibrio, in cui entrambe le squadre si distribuiscono equamente il momentum della gara, quasi si fossero messe d’accordo, per alternarsi alla guida del possesso e far rimbalzare il pallone da una parte all’altra del campo senza soluzione di continuità.

Sia Meret che Handanovic sono impegnati pochissimo: i due portieri infatti assistono agli straordinari dei loro rispettivi reparti difensivi, con i due centrali dell’Inter che rimediano al brutto errore nel finale di Verona sfoderando una prestazione praticamente impeccabile. Dall’altra parte del campo, Albiol e Koulibaly impermeabilizzano a dovere anche la loro zona di riferimento, disinnescando perfettamente ogni cross pericoloso all’indirizzo di Icardi.

Al minuto 81 il match però si sblocca e non grazie a una giocata, ma ad una espulsione. L’applauso polemico di Koulibaly all’indirizzo dell’arbitro gli costa infatti un rosso, prezzo forse eccessivo per un semplice gesto di stizza.

Da lì in poi l’Inter approfitta della voragine apertasi nella difesa del Napoli e, quasi allo scadere, Lautaro insacca in rete un cross di Keita precedentemente deviato da un giocatore del Napoli.

Se Perisic, come al solito, non brilla e Brozovic sembra accusare la stanchezza un po’ troppo prematuramente (anche se il lancio smarcante di prima per Keita allo scadere è, a tutti gli effetti, un gesto tecnico pazzesco), chi si distingue è un Joao Mario sontuoso. Ogni volta che tocca il pallone, il portoghese regala dei gesti tecnici puliti e utilissimi, anche se forse difetta per cattiveria.

Icardi, come da un po’ di tempo a questa parte, veste i panni del regista offensivo, smistando e allargando il gioco e tenendo palla all’occorrenza, non rinunciando comunque a rendersi pericoloso in un paio di occasioni. Gli ingressi di Keita e di Lautaro sbloccano la partita, dando la scossa ad un match che sembrava ormai avviarsi ad una insipida conclusione, con un pareggio che non accontentava nessuna delle due formazioni.

P.S.

Degli episodi accaduti dentro e fuori dallo stadio prima, durante e dopo la partita, preferisco non parlare.

Penso che non sia giusto includere la trattazione di temi aspri e sfaccettati, quali sono quelli della violenza e del razzismo, all’interno di un articolo che parla di un argomento decisamente più frivolo, quale è l’analisi di una partita di calcio.

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